Falcinelli all’Abarc con Visus
All'Accademia di Belle Arti, il grafico e designer Riccardo Falcinelli: "Una delle cose che l'umanità progetta di più è la faccia"
“Ragionando negli anni, mi sono reso conto che una delle cose che l’umanità progetta di più, con più vincoli, è la faccia perché il primo vincolo che questa ci pone, è che non ce la siamo scelta”.

L’incontro, curato dalla Professoressa Giulia Romiti e che ha visto la partecipazione dei docenti Michele Citro, Rosita Commisso, Monica Ferrara e Fabrizio Sebastiani, non è stato altro che “una maratona caleidoscopica” all’interno della nuova opera del designer romano che con dovizia di particolari, analizza il volto umano, elemento percettore esposto ogni giorno all’esterno.

“Nessuno di noi ha scelto la propria faccia quindi, tutte le attività che facciamo di progettazione del volto, pettinarsi in un certo modo, scegliere la montatura degli occhiali, truccarsi, decidere di avere la barba, si scontra col fatto che abbiamo un semi lavorato che è dovuto al caso – esordisce Falcinelli -. L’intento è comunicativo: decidiamo di pettinarci o di non avere capelli e questa è decisamente una scelta, con l’intento di far capire che persona siamo”.

Una cosa è certa: di tutto ciò che ci capita di guardare, il volto rimane la più enigmatica e Falcinelli ci fa molto pensare quando pubblicando i selfie sui social, ci poniamo gli stessi problemi che si erano posti gli artisti: “cercare di rendere una faccia più eroica, autorevole, addirittura divina”.